Google+ Salvatore Gabrielli: Il gelato di quando ero bambino.

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mercoledì 14 maggio 2014

Il gelato di quando ero bambino.

Quando ero piccolo, non era raro sentire il clacson del furgoncino di Pietro, il gelataio ambulante.
Era un piacere vederlo parcheggiato in piazza ed era inevitabile che fosse subito preso d'assalto da tutti i bambini del circondario.
Ah quel vecchio furgoncino, era uno spettacolo vederlo, era un vecchio FIAT, da cui il buon Pietro aveva ricavato una vera e propria gelateria, completa di frigorifero e mensole, aveva tutti i tipi di coni e coppette.
Un vecchio registratore di cassa  campeggiava sul bancone e ad ogni gelato che Pietro vendeva i meccanismi di quel registratore venivano azionati dai tasti che batteva il buon gelataio, dalla finestra che aveva ricavato sul lato del furgone pendevano dei cestelli con ogni genere di leccornia, che  non lesinava di regalare ai piccoli acquirenti.
Quello che faceva veramente buono quel gelato era la simpatia e la gentilezza di quell'uomo, sempre vestito con un certo gusto e mai infastidito dalle urla di tutte quelle piccole pesti che bramavano il desiderato dolce.
Pietro è ancora oggi il gelataio del paese, ha cambiato furgoncino, ma il suo viso è quasi identico a quello di quei giorni lontani, un viso amichevole e semplice che lascia intendere un animo buono e di antica educazione.
Conosceva ,e conosce ancora, il nome di tutti i suoi piccoli clienti e mai una volta si dimentica di chiedere come stanno.
Un giorno capitai da Pietro a prendere una pallina di gelato, io ormai ho quasi quarant'anni, e con somma sorpresa Pietro mi chiede come stò e mi chiama per nome, dopo anni lui mi chiama per nome come se il tempo si fosse fermato.
E' una cosa che ho sempre apprezzato, chiamare la gente per nome è importante, siamo nati senza titoli e Pietro questo lo sà, l'unica cosa vera è il nome che ci portiamo dietro.
Quel giorno mangia il gelato più buono del mondo.

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