Google+ Salvatore Gabrielli: La contadina.

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giovedì 22 maggio 2014

La contadina.

Da quel balcone si affacciava la signora Cristina.
Era una donna corpulenta, le mani grosse e il viso buono.
Aveva una voce contrastante con il suo aspetto, ti saresti aspettato una voce rude, e invece no, la gentilezza delle sue parole e il tono pacato davano alla sua voce un suono gradevole e familiare.
Era una donna abituata alla fatica, tutti i giorni su svegliava alle quattro per mungere le sue vacche e portare il latte alla vicina latteria.
Prima che i figli fossero svegli e pronti per andare a scuola, lei già aveva fatto le sue mille faccende.
Era una brava donna, la sua casa era sempre aperta per chiunque e mai nessuno usciva senza che gli fosse dato in dono anche un semplice tozzo di pane, diceva :"All'ospite gli si deve riconoscenza e affetto, almeno ha avuto il fastidio di muoversi per venir a trovarti".
Mentalità contadina, vera, semplice, autentica.
Una mentalità che non ha bisogno di chiedere, semplicemente perché dare e avere a parte della vita, quella vera.
Tutti davano e tutti ricevevano in quel paese, tutti sapevano il valore delle cose e del mutuo soccorso.
Quando qualcuno faceva legna per l'inverno non la faceva mai solo per lui e mai da solo.
La Caterina ora non si affaccia più da quel balcone, la sua voce non si sente più, con lei è andato via un paese, un epoca ed una cultura.
La voce della Caterina non si sente più e nemmeno quelle degli altri.
Dove sono? Chi li ha cacciati? Chi li ha dimenticati?
La voce di quella donna non si sente più ormai.

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