Google+ Salvatore Gabrielli: La nostra Africa.

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giovedì 8 maggio 2014

La nostra Africa.

Ho visto un po di posti, non molti per la verità, ma ho sempre cercato di guardare le cose dal punto di vista di chi si mette nella condizione di voler capire il più possibile.
Ho sempre ricercato il posto tipico, le cose caratteristiche, insomma le cose che il turista medio cerca, forse con un pochino di curiosità in più.
Beh questo in Africa non è possibile, svanisce la curiosità, l'approccio razionale va a farsi benedire e l'unica cosa che senti nel cervello è il caos.
Lasci le guide, butti via le cose che ti eri ripromesso di vedere e guardi ed ascolti tutto.
I rumori diversi, assordanti e coinvolgenti, gli odori cosi lontani da quelli abituali, i colori cosi stranamente vivi e concreti.
Ti accorgi che non sei straniero, nessuno ti tratta come straniero, potresti sedere vicino a qualcuno al primo caffè senza sentirti in nessun modo respinto, vuoi farlo ma quel barlume di inutile reverenza ancora ti trattiene.
L'Africa non è Savana, deserto, animali, non è il Nilo o stupendi tramonti, no non è solo quello.
L'Africa è musica, cuore pulsante di gente identica a me e al contempo tanto diversa, cuore che vive di ritmo e di pluralità, non ho visto nessuno che mi guardasse come noi siamo abituati a far con loro.
Neri come la pece, poveri da far spavento, alcuni alti, altri bassi, magri, grassi, hanno solo due cose in comune tutte quelle persone : il colore e il sorriso.
Sorriso sconcertanti, sorrisi che mettono paura, sorrisi coinvolgenti e rumorosi; sorrisi, sorrisi e sorrisi, cosi maledettamente veri che sorridi senza nemmeno accorgerti.
L'Africa è spettacolo, una immensa opera continua e mai ripetitiva, unione perfetta di forze immense.
Guarda la vera Africa è vedrai l'incommensurabile, incorruttibile, perfetta madre di tutto il genere umano.
Sono stanco, non smetto di guardare la Nostra Africa, non posso più smettere, non so smettere, non ha senso smettere.

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