Google+ Salvatore Gabrielli: Le creature delle montagne.

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lunedì 12 maggio 2014

Le creature delle montagne.

All'alba mi incammino, spesso da solo, mi inerpico per boschi senza tempo, una leggera nebbia avvolge tutto in un alone di magia.
Il sentiero sale e con lui il mio cuore accelera, il silenzio è rotto solo dal mio passo; se io non fossi là tutto sarebbe benedetto.
Le rocce, sparse qua e là, disegnano strani contorni a volte simili a creature immaginarie, sembrano vive e un pò incutono timore.
Nei momenti che mi concedo per dar riposo al corpo sento rumori non miei, sono  i rumori del bosco, forse quelle creature di pietra si sono svegliate per giocare; non ho timore.
La montagna accetta il mio sguardo avido di tanta bellezza, non rifiuta mai di essere guardata la grandezza di Dio.
Riprendo il cammino, il sole prende possesso del cielo e scaraventa le sue lingue di fuoco tra i rami degli alberi.
Tutto si accende di colori vividi e immortali, le guardie del paradiso stanno aprendo i cancelli e la natura ubbidisce all'ordine immenso.
Si le creature della montagna esistono e sono vive, non stanno nei sogni o nei miti della leggenda.
Tutto di questi posti ha cose da raccontare, cose vecchie milioni di anni; storie antiche fatte di verità e bellezza.
Torna il silenzio, fermo il passo e decido di guardarmi,... non posso che ammettere la mia totale imperfetta presenza, riprendo il cammino devo far presto a togliere il disturbo.
Arrivo in cima con il cuore gonfio di gratitudine, guardo giù.
Dio esiste in tutte le cose, quelle fantastiche creature del bosco cantano la bellezza dell'incommensurabile.
Guardo e ringrazio anche io.

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