Google+ Salvatore Gabrielli: Paesi morti, l'Italia rifiutata.

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venerdì 16 maggio 2014

Paesi morti, l'Italia rifiutata.

Non abbiamo memoria, non abbiamo rispetto, non abbiamo cuore.
Le cose lo dicono e intanto muoiono ferite a morte dalla nostra indifferente cattiveria.
Alcune cose, poi, muoiono lentamente e una di queste è l'Italia dei contadini e dei piccoli borghi di montagna, quell'Italia che ha fatto di questo paese una grande nazione è lasciata a morire senza nemmeno il beneficio del ricordo.
Le case, gli spazi, i tempi, le travi, le mura, tutto scricchiola piano, tutto muore piano, perso nel silenzio.
Se penso a paesi come Erto, Revine, Casso, Nove, Seren del Grappa e mille altri, mi vengono in mente i cimiteri militari; tutti quei morti in file ordinate senza che quasi nessuno si ricordi di portare un fiore.
I morti di questo paese stanno diventando troppi, siano uomini o cose, stanno diventando troppi.
Le finestre di quelle case non si aprono più, forse fanno bene a non curarsi più del mondo fuori.

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