Google+ Salvatore Gabrielli: Prima che arrivi il treno. (Ai migranti)

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mercoledì 21 maggio 2014

Prima che arrivi il treno. (Ai migranti)

Non c'è tempo, bisogna accelerare il passo, i treni arrivano sempre troppo presto.
Devo andare, la vita non vuole che io rimanga, cantava Bertoli:" uno stato crudele mi costringe a varcare la frontiera"; presto è tardi.
Ancora due scalini e quella banchina si mostrerà con il suo orologio che va sempre e solo avanti, tira il fiato siamo in tempo.
Mani nelle mani, manca il coraggio di dire le poche parole che avrebbe senso dire, mi mancherai, mi mancherà la mia aria e la mia casa, ma conto di tornare, non so quando non so come, ma tornerò.
Un bacio, uno ancora, l'ultimo fino a che non ti rivedrò.
Arriva il mio Caronte, non parliamo, la gola è pesante, un bacio ancora amore, uno solo fino a che non tornerò

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